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L'ultima spallata alla legge 40 partono i ricorsi contro l'eterologa |
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In italia la donazione di gameti per la fecondazione è proibita L'iniziativa di famiglie, avvocati e associazioni dopo la sentenza della Consulta di MARIA NOVELLA DE LUCA CATERINA PASOLINI
 | ROMA 06 febbraio 2010 (fonte Repubblica.it) - Fecondazione libera. O quasi. Come accade nel resto del mondo. Per poter essere genitori. Per poter essere famiglia. Per amare e crescere un figlio. In Italia sta per partire un nuovo assalto alla legge 40 sulla "Procreazione medicalmente assistita", già smantellata, depotenziata e di fatto riscritta negli ultimi mesi a colpi di sentenze. | Grazie alla tenacia, a volte alla disperazione, di decine di coppie, medici, avvocati e associazioni, i cui sforzi hanno portato alla recente e clamorosa sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato alcuni dei divieti più severi della legge 40, dall'obbligo di impianto degli embrioni al loro congelamento, alla diagnosi genetica. Adesso quello stesso agguerritissimo pool si prepara a dimostrare l'incostituzionalità dell'articolo sulla fecondazione eterologa, il numero 4 della legge 40, il più difficile, il più controverso, quello che va a toccare il "nodo", anzi il tabù del "terzo elemento", che si inserisce nel meccanismo procreativo di una coppia. L'articolo quattro sancisce in Italia il divieto assoluto, punito con multe da trecento a seicentomila euro, di diventare genitori con l'ausilio del seme di un donatore o dell'ovocita di una donatrice. Ma se anche in questo caso, così come è avvenuto nell'aprile scorso, i giudici ritenessero incostituzionale la norma, la legge sulla procreazione medicalmente assistita sarebbe, di fatto, cancellata. Mettendo fine (forse) al turismo della provetta, alle migrazioni della fertilità, ai viaggi della speranza per avere un figlio. Per far tornare l'Italia nell'Europa della scienza e delle cure. Perché in cinque anni i divieti della legge 40 hanno obbligato quasi 50mila coppie ad emigrare in cerca di un figlio, con un business che ha portato milioni di euro nelle cliniche di tutta Europa. |
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La sentenza sugli embrioni «Si possono congelare» |
La Corte costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici
 | Roma 09 maggio 2009 (fonte Corriere.it) - Sarà più libero il medico. Libero di scegliere le cure migliori e meno rischiose per le coppie. Valutando anche la possibilità di mettere da parte gli embrioni «prodotti ma non impiantati». È la deroga al divieto di congelamento la vera sorpresa della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha parzialmente bocciato la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Nelle motivazioni scritte dal giudice Alfio Finocchiaro e pubblicate ieri dopo oltre un mese di attesa si riconosce al ginecologo «autonomia e responsabilità» nello stabilire di volta in volta quanti ovociti fecondare (attualmente c’era un limite di tre). |
Non solo. Potrà decidere quanti «frutti» della provetta trasferire nell’utero. Alcuni dei divieti fondamentali della legge secondo il giudice violano l’articolo 3 della Costituzione «sotto il duplice profilo del principio di ragionevolezza e di quello di eguaglianza in quanto il legislatore riserva il medesimo trattamento a situazioni dissimili. Violano inoltre l’articolo 32 «per il pregiudizio alla salute della donna ed eventualmente del feto». |
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Fecondazione, Fini plaude alla Consulta "La sentenza rende giustizia alle donne" |
 | ROMA 02 Aprile 2009 (fonte Repubblica.it) - "La sentenza della Consulta che dichiara illegittime alcune norme della legge 40 sulla fecondazione assistita, rende giustizia alle donne italiane, specie in relazione alla legislazione di tanti Paesi europei". E' quanto si legge in una nota del presidente della Camera, Gianfranco Fini. "Fermo restando che occorrerà leggere le motivazioni della Corte - aggiunge Fini - mi sembra fin d'ora evidente che quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, è sempre suscettibile di censure di costituzionalità, in ragione della laicità delle nostre Istituzioni". |
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Legge 40, stop della Consulta "No al limite di tre embrioni |
 | ROMA 01 Aprile 2009 (fonte Repubblica.it) Parziale bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, della legge sulla fecondazione assistita: illegittima la norma che prevede "un unico e contemporaneo impanto, comunque non superiore a tre", di embrioni. No anche al comma 3 dell'art. 14 nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna |
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EMERGENZA AL FEMMINILE DI PROLASSO GENITALE |
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CONFERENZA STAMPA
Mercoledì ’11 marzo 2009 - ore 11,30 Circolo della Stampa - corso Venezia, 16 – MilanoSala Tobagi Dalla Federazione Italiana Società Urologiche – FISU – emergenza al femminile di prolasso genitale, incontinenza urinaria e disfunzioni sessuali che colpiscono in Italia circa 5 milioni di donne dai 30 anni in su. Gli ultimi progressi terapeutici puntano su innovative tecniche chirurgiche mininvasive made in USA di lifting genitale approdate recentemente nel nostro Paese , elettrostimolazione e farmaci mirati. Rispetto agli interventi tradizionali le nuove metodiche chirurgiche per il prolasso - a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale - non prevedono l’asportazione dell’utero che causa una menopausa immediata con aumento di peso, problemi urinari, emicrania , ansia , rapporti sessuali difficili e dolorosi, ma soprattutto problemi psicologici legati all’importanza di un organo collegato alla maternità e all’ identità femminile. Secondo recenti dati del Ministero della Sanità in Italia si effettuano oltre 80 mila isterectomie (asportazione dell’utero ) l’anno, equivalenti all’aspettativa di subire questo intervento per 1 donna su 5. Il maggior responsabile tra cause del prolasso e dell’incontinenza urinaria è il trauma che segue già al primo parto dove il 50% delle donne riporta un danno pelvico. Le Donneeuropeee Federcasalinghe Lombardia lanciano un appello al Ministero della Salute per una maggiore informazione, prevenzione, diagnosi e terapie per la cura del prolasso (salvaguardando l’utero) e dell’ incontinenza urinaria – solo il 25- 30% delle pazienti si rivolge al medico.
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Soggiorno gratuito in albergo alle pazienti residenti fuori Torino. |
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Il Centro ARTES offre il soggiorno in albergo alle pazienti residenti fuori Torino.
Un gran numero di coppie tra quelle che affluiscono al Centro ARTES proviene da località distanti da Torino. Il trattamento di FIV-ET richiede la presenza della paziente presso la nostra struttura per un buon numero di mattine: questa situazione obbliga spesso queste coppie a ricercare una sistemazione sovente non ottimale. |
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