
| IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA |
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Introduzione L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) a fronte di una bassa mortalità (0,35/100.000 abitanti) è una patologia ad alta prevalenza nei maschi dopo i 50 anni (quasi il 40% di questi lamenta sintomi delle vie urinarie inferiori), i cui costi sociali ed economici sono destinati a crescere con l’aumentare dell’età media della popolazione. Costi socio-economici Il numero di prestazioni sanitarie legate alle affezioni prostatiche è molto alto, infatti l’IPB è la seconda patologia per diagnosi effettuate negli uomini ogni anno in Italia (con 8.173.432 visite), dietro solo all’ipertensione arteriosa e davanti ad altre malattie molto frequenti come la cardiopatia ischemica, le dislipidemie e il diabete mellito. Il numero di visite è più che raddoppiato dal 1990 (3.550.000) al 2003 (8.000.000). Altri indici del forte impatto economico dell’IPB in Italia si rilevano dai dati del Ministero della salute sulla spesa per i farmaci rimborsati dal SSN (327,8 milioni di euro spesi in farmaci per l’IPB) e sul numero di ricoveri per questa patologia (14.854 ricoveri per IPB, per un totale di 74.834 giornate di ricovero). Considerando che la prevalenza dell’IPB aumenta all’aumentare dell’età, con l’invecchiamento progressivo della popolazione, fenomeno particolarmente rilevante in Italia, l’impatto economico della patologia sarà sempre più importante. Diagnosi Poiché i sintomi delle basse vie urinarie (LUTS) sono di solito il primo segnale di una IPB (LUTS/IPB), gli uomini oltre i 50 anni dovrebbero essere informati sul significato di tali sintomi e sulle possibilità terapeutiche, tenendo presente che la IPB è una malattia potenzialmente evolutiva per definire la quale è utile considerare il valore del PSA e il volume prostatico. Per raccogliere correttamente i sintomi e valutarne il significato è fondamentale l’anamnesi, utilizzando preferibilmente i questionari sintomatologici (IPSS-QoL), durante la quale occorre indagare anche quanto i sintomi influenzino la qualità di vita del paziente. A questa segue l’esame obiettivo che ha nell’esplorazione rettale il suo fulcro. La valutazione del volume prostatico riveste un ruolo non secondario nella scelta dell’eventuale terapia, così come la valutazione del residuo postminzionale. Tra gli esami di laboratorio, occorre sempre richiedere un esame completo delle urine, la creatininemia solo nel caso di sospetto interessamento delle alte vie urinarie e un dosaggio del PSA, indicato per la valutazione iniziale nei pazienti con aspettativa di vita di almeno 10 anni. La diagnostica per immagini si basa quasi esclusivamente sull’ecografia sovrapubica mentre l’ecografia transrettale, in assenza di sospetto di carcinoma prostatico, è indicata solo in previsione di alcune terapie mininvasive. L’ecografia renale non è indicata di routine. Altrettanto vale per l’urografia, lo studio pressione-flusso e le tecniche endoscopiche. E’ invece fondamentale l’apporto dato dall’urodinamica sia con il diario minzionale sia con l’uroflussimetria per la valutazione iniziale del paziente. La IPB è una malattia potenzialmente progressiva che va oltre il normale processo di invecchiamento. La sua progressione si manifesta con: peggioramento dei sintomi, diminuzione del Qmax, aumento del volume prostatico, comparsa di ritenzione acuta di urina (AUR) e necessità di chirurgia. Il volume prostatico è strettamente correlato ai livelli sierici di PSA, per cui il PSA può essere usato per predire la crescita del volume prostatico. PSA e volume prostatico sono fattori di rischio di progressione della malattia. Età, gravità dei sintomi, residuo post minzionale e flusso urinario sono considerati altri fattori di rischio Un valore di PSA a 1,4 ng/ml (corrispondente a un volume prostatico di 30-40 ml) è il cut-off per il rischio di AUR e/o per la necessità di chirurgia. Terapia Terapia Medica Un primo possibile approccio ai LUTS/IPB è la vigile attesa, trattamento di scelta nei pazienti con sintomi lievi-medi, che non influenzano la qualità della vita. In caso di disturbi che influenzino la qualità di vita ci sono a disposizioni diverse terapie mediche riconducibili a 4 gruppi:
Terapia chirurgica
Da pochi decenni sono state utilizzate anche terapie mininvasive, quali:
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