
| Urologia - Andrologia |
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CENTRO SPECIALISTICO PER L'INCONTINENZA L’incontinenza urinaria viene definita come la perdita involontaria di urina, direttamente obiettivabile e tale da determinare problemi igienici, economici e sociali. Tale disturbo colpisce prevalentemente il sesso femminile e la sua incidenza aumenta con l’età. Le pazienti risultano spesso riluttanti ad esporre tale problema in parte per l’imbarazzo, in parte per la convinzione che si tratti di una condizione “parafisiologica”(“ Normale” ) legata all’età ed in ultimo per la scarsa conoscenza delle possibili terapie. Da uno studio condotto sulle donne nel periodo menopausale è stato evidenziato che solo il 24% delle donne consulta un medico per l’incontinenza urinaria, il 14% effettua poi accertamenti ed appena il 7% fa terapia specifica. Nel maschio l’incontinenza urinaria è meno frequente ed è di solito una conseguenza di interventi sulla prostata per patologia tumorale; l’impatto sulla qualità di vita è devastante. Le opzioni terapeutiche sono molte e spaziano dalla terapia faracologica alla riabilitazione e alla chirurgia mini-invasiva CHIRURGIA DELL'INCONTINENZA Il trattamento chirurgico dell’incontinenza da sforzo femminile si avvale di interventi che hanno lo scopo di correggere selettivamente l’alterazione che ha determinato l’incontinenza urinaria. La scelta del tipo di trattamento dipende dall’alterazione da correggere e dalle caratteristiche della paziente ed è fondamentale una adeguata valutazione pre-operatoria con l’esame urodinamico. Gli interventi per il trattamento dell’incontinenza sono diventati nel corso di questi ultimi 10 anni sempre meno invasivi e più efficienti. Uno degli interventi migliori è la sospensione dell’uretra mediante una benderella posizionata per via transotturatoria (la cosiddetta T.O.T); questa procedura miniinvasiva, eseguibile anche in anestesia locale, consente di risolvere il problema in circa 10 minuti. Non sono descritte complicazioni importanti e la percentuale di guarigione è molto elevata (oltre l’ottanta percento). L’ incontinenza urinaria rappresenta una complicanza importante della prostatectomia radicale che determina spesso cambiamenti drastici nelle abitudini di vita e restrizioni delle proprie attività. È ormai dimostrato che la principale causa di incontinenza dopo prostatectomia è il deficit sfinteriale intrinseco. Il miglior sistema per la risoluzione di questo problema è ancora oggi lo sfintere artificiale che è un dispositivo meccanico che chiude l’uretra con una cuffia impedendo le perdite di urina e che il paziente può aprire mediante una pompetta alloggiata nello scroto quando vuole urinare. È un intervento mininvasivo che richiede una degenza ospedaliera ridotta; le complicanze che possono insorgere sono dovute a infezioni o guasti della protesi. Una soluzione alternativa, ideale per le forma di incontinenza lieve o moderata è lo sling bulbo-uretrale InVance; lo sling costituisce un piano di appoggio contro il quale viene a comprimersi l’uretra durante uno sforzo impedendo in tal modo la fuoriuscita di urina. Anche nel caso dell'incontinenza maschile è indispensabile una adeguata valutazione clinica e urodinamica per proporre la terapia più idonea alle esigenze del paziente. ESAME URODINAMICO Il termine “urodinamica” comprende diversi test che misurano la funzione dell’apparato urinario dalla semplice flussometria allo studio pressione- flusso. La semplice flussometria richiede di avere la vescica piena per poter urinare in un apposito contenitore collegato a un computer e serve a comprendere se il paziente urina in modo normale o patologico. Lo studio pressione-flusso è indicato quando è necessario conoscere maggiori dettagli sull’ aspetto funzionale della vescica e dell’uretra; quindi è importante prima di un intervento alla prostata, in caso di incontinenza per determinarne la causa (problema sfinteriale o vescicale) e scegliere di conseguenza la terapia idonea, in presenza di una vescica neurologica o di altri disturbi funzionali della vescica. RIABILITAZIONE PELVI-PERINEALE La terapia riabilitativa prevede esercizi specifici associati eventualmente all’ elettrostimolazione funzionale che mirano a rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico e lo sfintere urinario. Risulta utile nelle forme lievi di incontinenza da sforzo o nelle forme di prolasso lieve che si giova di una tonificazione dei muscoli pelvici.
La riabilitazione perineale è ritenuta utile nelle prime 12 settimane dopo un intervento di prostatectomia radicale poiché accelera la guarigione dell’incontinenza. I risultati su pazienti ben selezionati sono soddisfacenti anche se vi è la necessità di periodici ritrattamenti. |