Ciclo di Stimolazione: Fase di Ricovero PDF Stampa E-mail
(eseguita presso il “Lisa Day Surgery” ii Livello PMA)

A) Prelievo degli Oociti
Nel momento in cui gli esami indicano che un numero adeguato di oociti è giunto a maturazione, si prescrive l'iniezione di un farmaco stimolante l'ovulazione. Da 32 a 36 ore dopo l'iniezione si può procedere al prelievo degli oociti.
Il prelievo viene eseguito con una tecnica poco invasiva, per via vaginale, sotto la guida dell'ecografo, utilizzando un'anestesia generale che oltre ad evitare qualunque disagio per la paziente, permette un immediato recupero della coscienza. Durante il prelievo degli oociti viene richiesto al marito di raccogliere un campione di liquido seminale, che verrà utilizzato per l'inseminazione in vitro degli stessi, dopo aver preparato gli spermatozoi selezionando solo quelli più vitali.

B) La Fertilizzazione

La legislazione italiana non consente ili congelamento (crioconservazione) degli embrioni ottenuti da FIV, imponendo di trasferire tutti gli oociti fertilizzati, che non devono essere in numero superiore a tre. Per questo motivo si potranno utilizzare per la fertilizzazione in vitro, non più di tre oociti.
Eventuali oociti in soprannumero (attualmente il numero medio di uova ottenute da una paziente sottoposta a FIV-ET è 11) potranno essere crioconservati anche se attualmente tale procedimento ha dato risultati controversi.
Il processo di fertilizzazione avviene in condizioni di sterilità. Nel caso si effettui una FIV di tipo convenzionale, una certa quantità di spermatozoi viene depositata in una goccia di terreno di coltura contenente gli ovociti. Diversa, così come descritto più avanti, è la metodica chiamata ICSI.
La piastra contenente oociti e spermatozoi viene quindi posizionata all'interno di un incubatore ad una temperatura, umidità e concentrazione di CO2 controllati e costanti. Dopo circa 20 ore è possibile verificare l'avvenuta fecondazione.

C) Trasferimento degli Embrioni
Dopo due o tre giorni dall'inseminazione, l'uovo fecondato è ora un embrione allo stadio di quattro o otto cellule. In questa fase viene trasferito nell'utero della madre con un procedimento  semplice, indolore e atraumatico che viene comunemente chiamato transfer.
Il transfer avviene per via vaginale per mezzo di un sottile e morbido catetere e normalmente non provoca un disagio maggiore di una normale visita ginecologica.
Terminata la procedura del transfer la paziente rimane in posizione sdraiata per circa un'ora, dopodiché viene dimessa dalla Clinica.