| Niente sesso, siamo sposi |
|
|
|
|
(fonte: Libero News) Lo stress uccide la passione subito dopo le nozze. Le coppie più a rischio sono quelle che vivono nelle metropoli e alle prese con lavori duri
MILANO - La crisi della coppia arriva nel settimo anno? Macché, comincia molto prima: già al rientro dal viaggio di nozze la vita sessuale inizia a dare i primi segni di cedimento. Le coppie più a rischio sono quelle che arrivano all'altare dopo anni e anni di fidanzamento, ma a rischio sono anche i conviventi in odore di nozze. A parlare di un vero e proprio boom negli ultimi tempi di "nozze bianche" è Alessandra Graziottin, direttrice del centro di ginecologia e sessuologia medica dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano. «Vari studi l'hanno ormai dimostrato - ha spiegato - la passione, quella che nasce dall'attrazione fisica e fa sussultare il cuore, svanisce nell'arco di uno - quattro anni. Poi o il rapporto diventa "progettuale", o la relazione è destinata a saltare». Soprattutto quando si vive in una metropoli, lontani dalla famiglia e alle prese con un lavoro duro che investe entrambi, neanche la lingerie più sexy riesce a cambiare le cose. «Quando la fase romantico-passionale inizia a vacillare la componente solidaristica, all'interno della coppia, può divenire prevalente. Lo spirito di collaborazione, la voglia di aiutarsi reciprocamente nella gestione della vita comune, finiscono per sostituirsi progressivamente alla voglia di fare l'amore. E così ciò che è giusto da un punto di vista ideologico, finisce per uccidere l'erotismo». Il principale colpevole è lo stress: «Si vive in due ma sostanzialmente soli» dice ancora Graziottin che tra i campanelli d'allarme indica la preferenza sempre più diffusa di dedicare all'amore le prime ore del mattino, anziché la sera quando si ha più tempo ma si è più stanchi. «Ma arriva subito, per i più, l'ora di andare in ufficio, quindi l'erotismo assume le vesti di un sesso "mordi e fuggi", con ripercussioni inevitabili sulla qualità dell'intimità. Questa, invece, richiede manutenzione affinché non si spenga mai la scintilla della passione». «Per la strada ci troviamo a contatto con persone sempre più irritabili - sostiene la ginecologa - e questo è un chiaro indicatore di una solitudine profonda vissuta tra le mura domestiche. Viviamo "vite in scatole", ovvero ore e ore chiusi negli uffici, nelle macchine, sui mezzi di trasporto. E così anche i veri piaceri della vita finiscono per disinteressarci». Un recente studio condotto dal Centro Artes di Torino ha evidenziato che il 31% degli uomini e il 21% delle donne preferisce, infatti, fare sesso nelle ore del mattino - contro il 20% delle donne e il 14% degli uomini che preferiscono la sera - mentre un buon 16% apprezza di più il pomeriggio. Gli intervistati (34% uomini e 21% donne) hanno inoltre indicato tra le cause più diffuse del calo del desiderio la stanchezza. Pare che ci sia anche un fondamento scientifico. «Verso le 6.30-7 del mattino - spiega Alessandro Di Gregorio, primario del Centro Artes - nell'uomo si registra il picco massimo di testosterone, l'ormone implicato nel meccanismo dell'erezione, mentre nella donna si impennano gli estrogeni che favoriscono la comparsa del desiderio e il picco dell'LH (altissima capacità di concepimento): è quindi il momento di massima resa per entrambi anche dal punto di vista scientifico. Il testosterone unito ad un'alta concentrazione di cortisolo e lo stato di eccitamento sessuale che assai spesso interessa gli uomini al risveglio, formano una miscela bomba, in grado di rendere ottimali le prestazioni maschili». |