Turco: in arrivo nuove linee guida sulla fecondazione assistita PDF Stampa E-mail

17 Ottobre 2007
(fonte: IlSole24ore) 

Con le attuali tecniche di fecondazione assistita nascono meno bambini, più trattamenti non giungono alla fase del trasferimento o hanno bassa possibilità di successo, meno ovociti vengono inseminati, ma il numero di embrioni trasferiti è superiore e sono aumentati i parti gemellari «con effetti negativi immediati e futuri per i nati e per la madre». Inoltre sono aumentate le gravidanze che non giungono a termine. Questi i punti principali messi in luce dal ministro della Salute Livia Turco sullo stato di applicazione della legge 40/2004 sulla procreazione assistita, nel corso dell'audizione alla commissione Affari Sociali della Camera. Il ministro ha annunciato che sono in arrivo le nuove linee guida per la legge 40. «Il mio sforzo - dice il ministro - è quello di fare linee guida che siano giuridicamente inattaccabili, nel senso di una interpretazione corretta della legge».

È necessario potenziare i centri pubblici, in quanto il costo delle tecniche di fecondazione assistita è troppo alto: attualmente il 37,5% dei cicli avviene nei centri privati. Per le coppie parcelle molto alte e notevole ricorso alle strutture private, dunque per la Turco non è infondato il timore di discriminazioni nell'accesso alla procreazione medicalmente assistita in italia. Qualche numero su risultati: i centri che operano in Italia sono 330, le coppie trattate con le tecniche di inseminazione semplice sono 15.770 con 1.291 bambini nati vivi, mentre le coppie trattate con tecniche a fresco di fecondazione assistita sono 27.254 con 3.385 bambini nati vivi, mentre con le tecniche di scongelamento di ovociti e embrioni sono state ottenute 451 gravidanze, con 264 bambini nati vivi. La qualità dei servizi offerti alle coppie non fertili non è uniforme su tutto il territorio nazionale.

Il ministro della Salute ha anche parlato dei progetti di ricerca finanziati utilizzando i fondi 2005 e 2006 non ancora assegnati. Progetti che intendono rispondere ad alcune problematiche. «In Italia - spiega il ministro Livia Turco - le pazienti arrivano in età avanzata a una diagnosi di infertilità e l'età avanzata della donna che accede alle tecniche è motivo di insuccesso delle tecniche medesime; la prevenzione primaria delle cause di infertilità, l'informazione corretta alle donne e alle coppie che accedono alle tecniche di procreazione assistita, le campagne di informazione rivolte a tutta la popolazione, a partire dai giovani, e più in generale la tutela della salute riproduttiva, sono obiettivi di salute pubblica».

Il ministro ha anche sottolineato che la qualità operativa dei centri va migliorata, anche implementando la ricerca su alcune specifiche metodiche. Sono stati finanziati specifici progetti di ricerca, affidati sia all'Istituto superiore di sanità, sia a enti esterni, finalizzati, fra le altre, allo studio delle cause dell'infertilità, all'informazione e alla salute riproduttiva dei giovani, alla conservazione della fertilità nei pazienti oncologici, allo studio di procedure per l'individuazione dei fattori legati all'infertilità maschile.