La legge 40 ha ferito ma non ucciso la PMA PDF Stampa E-mail
1 Novembre 2007
(fonte: La Repubblica

Nel nostro Paese, la legge 40 ha "ferito" ma non "ucciso" la procreazione medicalmente assistita (PMA): nonostante le restrizioni, gli ostacoli e le carenze di questa legge, le coppie sterili possono ancora sottoporsi ai trattamenti in sicurezza e con accettabile probabilità di successo. Presso il nostro centro per la Diagnosi e la terapia della sterilità involontaria dell'Arcispedale S.Maria di Reggio Emilia, abbiamo condotto uno studio per confrontare i risultati ottenuti dalle tecniche di PMA prima e dopo l'entrata in vigore della legge 40. Lo studio ha confrontato i risultati ottenuti negli ultimi due anni prima e nei primi due anni dopo la legge 40 in coppie che si sono sottoposte al primo ciclo di PMA presso il nostro Centro. La casistica e i risultati dello studio, in attesa di pubblicazione sulla rivista internazionale Fertility & Sterility, sono sintetizzati nella tabella.

In rapporto all'età della donna, i parti per prelievo ovocitario sono stati: 15,8% se l'età era inferiore o uguale a 37 anni; 11,7% se era di 38 o 39 anni e 2,9% se era di 40 o più anni. Anche se devono essere considerati come preliminari, i risultati dello studio permettono di affermare che:
- Diversamente da ciò che molti altri sostengono e che anche noi temevamo, nella nostra esperienza i risultati ottenuti con gli ovociti e gli embrioni non congelati, e nel rispetto della legge 40, non sono peggiorati dopo la introduzione.
- Diversamente da ciò che molti altri sostengono, ma che noi non abbiamo mai sostenuto, nella nostra esperienza l'obbligo di legge di trasferire tutti gli embrioni ottenuti non ha comportato un aumento dei parti gemellari e trigemini.
- Nonostante alcune penalizzanti e non condivisibili restrizioni della legge, nella nostra esperienza l'efficacia della PMA continua ad essere accettabile e, comunque, non inferiore alla sua efficacia media riportata dagli altri Paesi europei.
- In Italia, tutte le coppie possono continuare a sottoporsi alla PMA in sicurezza e con accettabili probabilità di successo, con l'esclusione delle coppie sterili che hanno bisogno di ovociti di donatrici o di spermatozoi di donatori, delle coppie sterili o non sterili che hanno bisogno della diagnosi genetica sugli embrioni prima del trasferimento in utero, perché portatrici di malattie genetiche ereditarie, e delle coppie portatrici di malattie a trasmissione sessuale.
- A maggiore ragione in Italia, dove la legge 40 obbliga a inseminare in ogni caso non più di 3 ovociti e proibisce, salvo casi eccezionali, il congelamento degli embrioni, le coppie devono potersi sottoporre al numero necessario di cicli di PMA prima che la donna compia 38 anni.

I risultati preliminari dello studio sono quindi confortanti, ma vanno verificati in futuro e non possono né devono essere strumentalizzati dagli ideatori e dai fan della Legge 40.

Giovanni B. La Sala
Resp. Centro Diagnosi e Terapia Sterilità Involontaria
Arcispedale S.Maria, Reggio Emilia