| Procreazione: Incerte Coppie e Centri, Ricorsi di Massa |
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24 gennaio 2008 (fonte ANSA.it) ROMA - Coppie e medici nell'incertezza: oggi centinaia di telefonate sono arrivate alle associazioni che si occupano di fecondazione assistita e si preannunciano ricorsi di massa e richieste di rimborso da parte di chi è andato all'estero per avere un figlio con la fecondazione assistita, a causa dei limiti importi dalla legge italiana. La sentenza del Tar del Lazio che ha annullato le linee guida per eccesso di potere rispetto alla legge nella parte in cui si vieta la diagnosi preimpianto, ha lasciato in una situazione di fermo le strutture che in queste ore stanno cercando di capire, con l'aiuto degli uffici legali, come comportarsi. La domanda è quella se accogliere o meno le richieste delle coppie di sottoporre gli embrioni da impiantare ai test genetici, procedura vietata dalle linee guida. Le telefonate di coppie arrivate da questa mattina alle associazioni che hanno promosso il ricorso al Tar chiedono, ha spiegato Filomena Gallo, Legale delle associazioni Amica Cicogna onlus e L'altra cicogna onlus, cosa fare, ora che la sentenza avrebbe aperto alla possibilità di sottoporre gli embrioni alle indagini preimpianto. "A chiamare sono coppie che stanno già tentando di avere un bambino in qualche centro all'estero - ha aggiunto Gallo - e ci chiedono se è possibile restare in Italia. Altre coppie, che non hanno i soldi per andare all'estero, ora vogliono sapere se le condizioni sono cambiate. Noi rispondiamo che i centri possono fare diagnosi preimpianto, non comporta nessun reato alla luce della legge 40". "Di fronte ad una donna con il rischio di concepire un figlio con una malattia genetica, a queste condizioni normative, le direi di andare all'estero" ha invece spiegato da Bologna il ginecologo Carlo Flamigni, uno dei padri della fecondazione assistita, componente del Comitato Nazionale di Bioetica. La sentenza, ha spiegato, "ha aperto uno spiraglio ma ancora la porta non è aperta e, a queste condizioni, la questione della diagnosi preimpianto non è risolta". Che la sentenza abbia scatenato una situazione di rottura lo dimostra anche l'annuncio che centinaia di pazienti si sarebbero decisi a chiedere un rimborso e a portare i loro casi in tribunale. E già da domattina alcuni gruppi partiranno con la diagnosi preimpianto, hanno reso noto Alessandro Di Gregorio, del Centro Artes di Torino, e Luca Gianaroli, direttore scientifico del Centro Sismer (Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione) di Bologna. Anche all'ospedale microcitemico di Cagliari i pazienti attendono di capire se è possibile ottenere le diagnosi preimpianto e molte coppie si sono presentate in ospedale o hanno chiamato. Giovanni Monni, presidente dell'Aagoi (i ginecologi ospedalieri) e primario della struttura sarda, ha spiegato che ora sarà necessario del tempo anche per riorganizzare il servizio di diagnosi. I macchinari, i reagenti e l'organizzazione del laboratorio non può infatti essere improvvisato dopo tre anni di fermo. "Chi sostiene che la diagnosi pre-impianto ora è possibile mente sapendo di mentire. In queste ore i fan dell'eugenetica stanno interpretando in piena malafede la sentenza del Tar del Lazio", afferma il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonté, secondo il quale le nuove 'Linee-guida' in corso di approvazione da parte del Ministro Turco non potranno consentire il congelamento degli embrioni con relativa diagnosi pre-impianto prima della decisione della Corte costituzionale". |