“EMBRIONI CON TRE GENITORI? CI AVEVAMO PENSATO NEL 2000” PDF Stampa E-mail

La ricerca inglese crea stupore e polemiche. Gli esperti avvertono:
“Basta con i toni allarmistici”

“Come mai i giornali continuano a lanciare notizie con toni scandalistici su argomenti che sono in realtà scientificamente accettabili?”

E’ seriamente preoccupato il dott. Alessandro Di Gregorio, specialista in Ostetricia e Ginecologia, per la polemica che sta scaturendo dalla ricerca diffusa dall’Università britannica di Newcastle, che ha studiato come creare un embrione sano prelevando il DNA di un uomo e quello di due donne.

“ E’ indecente il fatto che ogni notizia scientifica venga data con toni allarmistici e disfattisti – continua Di Gregoriosoprattutto quando la ricerca scientifica è studiata e realizzata a ragion veduta. Si tratta di un argomento che noi stessi avevamo già proposto nel 2000”.

Alessandro Di Gregorio, alla guida dell’equipe del Centro ARTES di Torino, struttura medica specializzata nella diagnosi e nel trattamento della sterilità di coppia, nella riproduzione assistita e nella chirurgia endoscopica, aveva infatti già proposto questa tecnica insieme al Dott. Massimo Zeviani, Direttore del Centro Pierfranco e Luisa Mariani per lo Studio delle Neuropatie Mitocondriali Pediatriche.

Nel 2000 abbiamo riunito il comitato etico del Carlo Vesta – spiega Di Gregorio – e abbiamo chiesto all’allora Ministro della Sanità Rosy Bindi di poter trasferire il nucleo di una donna malata nell’ovocita di una donna sana. Purtroppo l’ex Ministro ci ha risposto che si trattava di una tecnica troppo simile alla clonazione. In Inghilterra i ricercatori non hanno trovato questi ostacoli e sono riusciti ad andare avanti. Probabilmente nascerà un bambino sano entro l’anno prossimo”.

Per il Dott. Massimo Zeviani “curare le malattie mitocondriali utilizzando il patrimonio genetico naturale di una donatrice è un grande successo scientifico. Si tratta in sostanza di un trapianto, non capisco perché il trapianto d’organo sia accettato mentre il trapianto genetico no. Inoltre parlare di embrione con tre genitori è fuorviante: la quantità d’informazione genetica della donatrice è estremamente limitata rispetto al patrimonio genetico della madre e del padre biologici. In Italia siamo in grado di diagnosticare malattie mitocondriali invalidanti, e di prevederne l’evoluzione, ma siamo impotenti per quanto riguarda la terapia e una predizione affidabile.”

 Quando una donna è portatrice di una malattia mitocondriale – aggiunge Alessandro Di Gregorio - l’unica possibilità per generare un bambino sano è quella di evitare la presenza di mitocondri, sostituendo il nucleo dell’ovocita di una donna sana con quello della donna malata. Non si tratta, quindi, di un concetto difficile da capire e di una tecnica impossibile da realizzare. Noi, per esempio, nel 2000 eravamo già perfettamente in grado di realizzarla, ma siamo stati bloccati e anche successivamente indagati. Purtroppo viviamo in un Paese in cui è ancora troppo forte l’influenza della Chiesa cattolica”.


Alessandro Di Gregorio, specialista in Ostetricia e Ginecologia ed esperto di diagnosi e trattamento della sterilità di coppia, dirige il centro ARTES (Assisted Reproduction Tecnique and Endoscopic Surgery) di Torino. Nel 1987 ha ottenuto le prime gravidanze da embrioni congelati e, nel 1989, il primo caso in Italia e secondo in Europa delle gemelle differite, fecondate in vitro contemporaneamente e partorite a distanza di due anni l’una dall’altra. Nel 1999 con la sua équipe ha ottenuto, per la prima volta in Europa, una gravidanza a termine tramite trasferimento di citoplasma (il famoso caso del “bambino con due mamme”).
 
 
Centro Fertilità Torino - Fecondazione Assistita Torino