GB: DI GREGORIO, EMBRIONI CON 3 GENITORI? IN ITALIA CI PENSAMMO NEL 2000 PDF Stampa E-mail
PER ESPERTI SONO TEST LEGITTIMI, BASTA CON TONI ALLARMISTICI

Milano, 6 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Embrioni con tre genitori? Niente di cosi' nuovo o impensabile: un gruppo di ricercatori italiani ci aveva gia' pensato quasi otto anni fa. A preoccupare Alessandro Di Gregorio, specialista in Ostetricia e ginecologia alla guida del Centro Artes di Torino, non e' dunque la ricerca dell'Universita' di Newcastle (mirata a creare un embrione sano prelevando il Dna di un uomo e quello di due donne), quanto gli strali lanciati a mezzo stampa sui ricercatori.
 
"E' indecente il fatto che ogni notizia scientifica venga data con toni allarmistici e disfattisti - dice infatti Di Gregorio in una nota - soprattutto quando la ricerca e' realizzata a ragion veduta. Si tratta, infatti, di un argomento che noi stessi avevamo gia' proposto nel 2000".
 
Di Gregorio aveva gia' pensato a questa tecnica insieme a Massimo Zeviani, direttore del Centro Pierfranco e Luisa Mariani per lo Studio delle Neuropatie mitocondriali pediatriche. "Nel 2000 abbiamo riunito il comitato etico del Carlo Vesta - spiega Di Gregorio - e abbiamo chiesto all'allora ministro della Sanita' di poter trasferire il nucleo di una donna malata nell'ovocita di una donna sana. Purtroppo ci hanno risposto che si trattava di una tecnica troppo simile alla clonazione. In Inghilterra i ricercatori non hanno trovato questi ostacoli e sono riusciti ad andare avanti.

Probabilmente nascera' un bambino sano entro l'anno prossimo".

Per Massimo Zeviani, "curare le malattie mitocondriali utilizzando il patrimonio genetico naturale di una donatrice e' un grande successo scientifico. Si tratta in sostanza di un trapianto: non capisco perché - si chiede l'esperto - il trapianto d'organo sia accettato, mentre quello genetico no. Inoltre parlare di embrione con tre genitori è fuorviante, la quantità d'informazione genetica della donatrice è estremamente limitata rispetto al patrimonio genetico della madre e del padre biologici". 

"In Italia - prosegue Zeviani - siamo in grado di diagnosticare malattie mitocondriali invalidanti, e di prevederne l'evoluzione, ma siamo impotenti per quanto riguarda la terapia e una predizione affidabile".

"Quando una donna e' portatrice di una malattia mitocondriale - aggiunge Di Gregorio - l'unica possibilita' per generare un bambino sano e' evitare la presenza di mitocondri, sostituendo il nucleo dell'ovocita di una donna sana con quello della malata. Non si tratta, quindi, di un concetto difficile da capire e di una tecnica impossibile da realizzare. Noi, per esempio, nel 2000 eravamo gia' perfettamente in grado di realizzarla - conclude - ma siamo stati bloccati e anche, successivamente, indagati".

 
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