FECONDAZIONE LOW-COST: MEDICI ITALIANI IN PRIMA LINEA PDF Stampa E-mail
Arriva il Trattamento di Fertilità a basso costo nei Paesi in via di sviluppo

Un ciclo di trattamento per la fecondazione in vitro (IVF) in Europa o negli Stati Uniti costa tra i 5000 e i 10.000 dollari. Da oggi, nei paesi in via di sviluppo, sarà possibile fornire questo tipo di trattamento al costo esiguo di soli 200 dollari.

E’ il nuovo progetto di una task force dell’ESHRE (the European Society of Human Reproduction and Embriology), l’organizzazione mondiale massima esperta in medicina riproduttiva, che ha pianificato dopo un congresso a Bruxelles il 12 marzo scorso, un programma di trattamento di fertilità per i Paesi in via di sviluppo che punta ad integrare le cliniche di fertilità all’interno di servizi di salute familiare generali.

A presiedere la task force, un medico italiano, il dott. Luca Gianaroli, direttore scientifico della Sismer (Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione), che presiede la task force e, insieme al dott. Alessandro Di Gregorio, alla guida dell’equipe del Centro ARTES di Torino che opera nel campo della riproduzione assistita dal 1982 e che appoggia l’iniziativa, sprona i medici italiani ad impegnarsi  nell’iniziativa.

Due servizi pilota di fecondazione in vitro sono già aperti in Africa: a Khartoum e a Cape Town si punta a fornire un ciclo di IVF a meno di 200 dollari.

E’ un approccio diverso all’IVF – spiega il presidente della task force internazionale dell’ESHRE, il prof. Luca Gianaroli del SISMER di Bologna – Non saremo in grado di trattare ogni tipo d’infertilità, però molte donne con danni alle tube dovuti ad infezioni potrebbero essere aiutate”. Se lo schema ha limitate capacità di incubazione, selezione e congelamento degli embrioni in laboratorio, vengono però evitate gravidanze triplici e fuori controllo.

Nelle aree con limitate risorse e disponibilità economiche il bisogno di trattamenti di fertilità in generale, e IVF in particolare, è molto grande. L’impossibilità di avere bambini può creare numerosi problemi, in particolar modo per la donna, che rischia di essere diseredata, ostracizzata, accusata di stregoneria, abusata dai guaritori locali, separata dal proprio marito, o costretta ad un matrimonio poligamo.

Portiamo le tecnologie per la fecondazione assistita nei Paesi in via di sviluppo – E’ l’appello che lancia ai medici italiani il dott. Alessandro Di Gregorio, in linea con Gianaroli e con l’ESHRE – andiamo ad operare nelle aree in cui c’è più bisogno ed in cui le disponibilità economiche sono limitate. Con Gianaroli abbiamo già iniziato ad attivarci in Georgia, dove ci hanno addirittura offerto una struttura ad hoc per l’IVF. Un ciclo – continua Di Gregorio - ha dei costi vivi che superano ampiamente i 1.000 euro. A meno di 200 dollari, quindi, è quasi impossibile sostenere tutte le spese, anche per questo ci sarà bisogno di sponsor che sostengano l’iniziativa e la nascita di nuove strutture”.

Intanto sono in programma altre iniziative in alcune zone dell’ex Unione Sovietica, in special modo in Armenia. “Per far si che quest’iniziativa entri nel vivo – conclude Di Gregoriobisognerà attingere anche a risorse della CEE o di altre organizzazioni per superare alcuni limiti di costi. Intanto cominciamo
con l’unirci all’ESHRE per rendere possibile questa proposta di fecondazione a basso costo”.