
| Trasferimento del Citoplasma |
|
|
|
|
È una tecnica messa a punto da gruppi di ricercatori operanti negli Stati Uniti e in Israele. Essa consiste nel trasferimento di citoplasma dalla cellula uovo di una donatrice a quella di una ricevente con precedenti fallimenti di trattamenti di FIV-ET. Il citoplasma è una sostanza di consistenza vischiosa in cui è immerso il nucleo e nel cui contesto si verifica l'unione con il nucleo della cellula paterna e la prima divisione dopo la fecondazione. Il citoplasma gioca un ruolo fondamentale nel controllo e nella regolazione di questo processo, grazie alla presenza di particolari strutture e sostanze (RNA mitocondriale). Per questo motivo, l'insuccesso del trattamento in pazienti in cui si sia comunque verificata una fecondazione dell'oocita deve essere con tutta probabilità ricercato in problematiche riguardanti proprio il citoplasma. Grazie allo sviluppo e all'affinamento delle tecniche di micromanipolazione utilizzate per la iniezione intra citoplasmatica degli spermatozoi (ICSI) è stato possibile mettere a punto questa procedura di trasferimento di citoplasma. Dalla cellula uovo della donatrice (selezionata da pazienti sottoposte a FIV-ET), si aspira circa il 20% del citoplasma mediante una micro pipetta manovrata sotto controllo microscopico. Con lo stesso procedimento si inietta questo citoplasma all'interno dell'oocita della ricevente. Dopo di ciò si effettua l'ICSI. Il vantaggio principale di questa tecnica è rappresentato dal fatto che la donazione di citoplasma non coinvolge materiale genetico, per cui il prodotto del concepimento è completamente discendente dalla coppia sottoposta al trattamento. Il Centro ARTES ha iniziato ad utilizzare questa metodica nel 1999 e nel 2000 ha ottenuto la prima gravidanza a termine (primo caso in Europa). Le difficoltà pratiche sono legate alla selezione delle pazienti. È difficile spesso comprendere se gli insuccessi nei trattamenti FIV-ET siano realmente legati ad un deficit citoplasmatico; inoltre, il trasferimento del citoplasma non dà risultati apprezzabili in donne di età superiore ai 38 anni. Infine anche la donatrice ideale è spesso difficile da reperire |